Il
trattamento dei pazienti con cardiopatia congenita
nell’adolescenza e in età adulta (GUCH):
come
e perché è nato il progetto di collaborazione fra
l’Istituto Gaslini e il
Gruppo Villa Maria
I
dati epidemiologici delle cardiopatie congenite in età adulta
(GUCH)
La caratteristica più rilevante delle cardiopatie congenite
nella nostra era è la lunga sopravvivenza che la chirurgia
cardiaca offre alla maggior parte dei portatori di queste affezioni.
Tale situazione contrasta, fortunatamente, con i dati di trent'anni
fa, periodo nel quale circa l'80% dei portatori di queste malformazioni
morivano entro i primi giorni, mesi o anni di vita, senza possibilità
di terapia efficace.
In presenza degli attuali standard assistenziali cardiologici e
cardiochirurgici si suppone, invece, che circa l’85% dei neonati
con cardiopatie congenite raggiungeranno l’età adulta e necessiteranno
ogni anno di cure specialistiche cardiologiche e talvolta cardiochirurgiche.
In relazione all’incidenza di malformazioni cardiache congenite,
stimata in circa l’otto per mille dei nati vivi, è ipotizzabile
che in Italia siano nati negli ultimi venti anni circa novantamila
bambini affetti da cardiopatie congenite. E’ quindi evidente che
i pazienti in età post-adolescenziale affetti da malformazioni
cardiache congenite rappresentano un'entità clinica di sempre
maggiore rilevanza, per l'estendersi delle indicazioni al trattamento
chirugico e/o interventistico in età pediatrica, per il miglioramento
dei risultati con l'avanzare della esperienza, per l'impatto dei
flussi migratori di soggetti provenienti da paesi in via di sviluppo.
Perché
le cardiopatie congenite in età adulta (GUCH) presentano
problemi specifici?
Le cardiopatie congenite operate sono oggi malattie che vanno ben
al di là dell'età pediatrica ed adolescenziale. Tuttavia,
questa prolungata sopravvivenza presenta taluni aspetti negativi
che richiedono una cautela particolare per le sequele o le complicanze
della chirurgia stessa; insufficienza cardiaca o quanto meno disfunzioni
ventricolari, aritmie, problemi renali o neurologici possono essere
presenti e costituire causa di morbilità o di mortalità,
anche se la lesione anatomica cardiaca è stata trattata con
successo. Re-interventi effettuati a tempo debito e specifici programmi
terapeutici farmacologici possano migliorare la qualità di
vita e la prognosi finale. Adottando programmi preventivi e selezionando
i pazienti ad alto rischio è possibile ottenere i maggiori
successi in campo sanitario.
Tale prospettiva terapeutica è tuttavia delicata, in quanto
gli adulti con cardiopatie congenite mostrano un profilo di presentazione
tardiva complesso e del tutto differente, ad esempio, da quelli
con cardiopatia ischemica acquisita. Esiste quasi sempre, infatti,
un lungo periodo di compensazione cardiovascolare prima che si manifestino
sintomi evidenti, pur in presenza di importanti sequele e/o residui
anatomici e funzionali. La percezione dei sintomi, in pazienti con
cardiopatie congenite croniche, può anche essere misconosciuta.
È, pertanto, assolutamente indispensabile, in tali pazienti,
riconoscere definiti e peculiari fattori di rischio e identificare
importanti modifiche del quadro emodinamico, al fine di istituire
un trattamento appropriato in un tempo adeguato.
Come
vengono oggi identificati i pazienti con cardiopatia congenita in
età adulta (GUCH)?
I pazienti adulti portatori di malattie cardiache congenite, specie
di lesioni complesse o di difficile trattamento, costituiscono un
gruppo di persone definito con il nome di “GUCH” (Grown Up Congenital
Heart), termine introdotto in Gran Bretagna dalla Cardiologa Prof.sa
Jane Somerville negli anni 80; per questi pazienti, in Europa, Canada
e Stati Uniti sono state istituite specifiche divisioni di Cardiologia,
denominate “GUCH Unit”.
Come
viene organizzata l’assistenza ai pazienti con cardiopatia congenita
in età adulta (GUCH)?
La rilevanza clinica ed epidemiologica del problema rappresentato
dai pazienti "GUCH" è da molti anni oggetto di
attenzione e preoccupazione da parte di organizzazioni e associazioni
scientifiche, fra cui la Società Europea di Cardiologia (ESC),
che, già negli anni ottanta, creò un' apposito "Working
Group", specificamente dedicato alle problematiche cliniche
ed organizzative di questi pazienti.
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Perché
sono necessari Specialisti specifici e professionalmente preparati
ad occuparsi dei pazienti con cardiopatia congenita in età
adulta (GUCH)?
I problemi propri dei pazienti con cardiopatia congenita in età
adulta (GUCH) costituiscono il fondamento del gruppo particolare
di persone operate in cui è necessario agire con risorse
terapeutiche specifiche e con competenza approfondita, per evitare
che alla mortalità spontanea di trent'anni fa si sostituiscano
situazioni cliniche gravi e potenzialmente preoccupanti, causa anche
di morte, spesso improvvisa.
Per questi motivi è nata una branca specifica della Cardiologia,
con il compito di seguire e trattare i pazienti adulti operati di
cardiopatia congenita che presentano le situazioni cliniche sopra
ricordate e che nelle forme complesse, non raramente, hanno necessità
di ritornare dal Cardiochirurgo.
Quale
deve essere la formazione degli Specialisti dedicati all’assistenza
ai pazienti con cardiopatia congenita in età adulta (GUCH)?
Il personale sanitario che si occupa di tali pazienti presenta dei
contorni formativi ancor oggi non del tutto definiti. Le cardiopatie
congenite continuano, infatti, a rimanere una parte del tutto limitata
nel training cardiologico specialistico universitario.
I cardiologi pediatri, che eccellono nella fisiologia e morfologia
cardiaca, assistendo i cardiopatici congeniti adulti, vengono, spesso,
coinvolti in situazioni mediche che esulano dalle loro conoscenze,
in quanto vanno ben oltre lo scopo della medicina dell’età
evolutiva. Tali condizioni sono correlate con i problemi ostetrici,
elettrofisiologici, con coronaropatie, ipertensione, diabete, dislipidemie
ed altre co-morbidità, nelle quali si imbattono tali pazienti
con cardiopatia congenita operati e divenuti adulti.
D’altra parte i cardiologi dell’adulto non sono culturalmente attrezzati
per trattare i tipi e la complessità delle cardiopatie congenite
che si riscontrano nell’adulto.
I Cardiologi che hanno il compito di seguire questi malati e deciderne
il programma terapeutico debbono avere una conoscenza approfondita
fisiopatologica, clinica e diagnostica e delle cardiopatie congenite
native e delle alterazioni che il tempo e la stessa correzione chirurgica
produce in questi malati. E’ quindi necessaria un’organizzazione
che permetta di valutare in ogni caso, e con tecniche di studio
incruento e, se necessario cruento, in maniera approfondita le varie
situazioni cliniche.
Seguire questi malati comporta quindi la necessità di cardiologi
con competenze specifiche e strutture dedicate non soltanto per
la diagnostica e la cura dei cardiopatici congeniti adulti, ma capaci
di formare le nuove generazioni di curanti.
Inoltre, alcune problematiche pratiche di questi pazienti, come
il pianificare il lavoro, utilizzare le attitudini personali attraverso
gli studi e le attività fisico-sportive, i problemi legati
alla previdenza, l’idoneità lavorativa sono condizioni essenziali
per la loro integrazione sociale; rispondere, pertanto, alle loro
domande richiede specifiche competenze, non necessariamente mediche.
I Cardiologi specialisti in cardiopatie congenite dell’adulto devono
necessariamente possedere una preparazione teorico-pratica, che
li renda esperti in malformazioni cardiache congenite e del loro
trattamento nell’infanzia e nell’adolescenza, avere conoscenza delle
tecniche diagnostiche ed interventistiche in tale popolazione, avere
esperienza di medicina generale e diagnostica cardiaca e non cardiaca
in adulti, avere esperienza delle modifiche fisiopatologiche indotte
dalla gravidanza, comprendere gli aspetti psico-sociali dell’adolescenza
ed essere esperti nel “counseling” sullo stile di vita di adolescenti
ed adulti con cardiopatie congenite. Questi Specialisti debbono
essere in grado di rispondere ai quesiti circa l’idoneità
fisico-sportiva e lavorativa, l’idoneità ed i rischi per
la gravidanza, i rischi connessi con la chirurgia extracardiaca,
i suggerimenti per la tempistica e le modalità del follow-up;
devono saper discutere in maniera unitaria le cause e gli effetti
che specifiche condizioni hanno sulle cardiopatie congenite, quali
ipertensione polmonare, aritmie, endocardite infettiva, cianosi,
scompenso cardiaco, gravidanza, disordini ematologici, chirurgia
extracardiaca, anomalie della funzione respiratoria, aspetti psicologici,
cognitivi, etici e sociali.
Qual’è
oggi in Italia l’organizzazione dell’assistenza ai pazienti con
cardiopatia congenita in età adulta (GUCH)?
Purtroppo, malgrado gli sforzi di molte organizzazioni professionali,
il problema è a tutt'oggi in gran parte irrisolto, in Italia
ed altrove. Non sempre i cardiopatici congeniti adulti, anche quelli
con patologie complesse, sono assistiti presso Centri specialistici
con specifica qualificazione, ma vengono spesso seguiti presso Centri
territoriali o presso strutture non propriamente dedicate alla cura
di tali complessi pazienti. Infatti, nonostante i lodevoli (e purtroppo
sporadici) tentativi di alcune strutture sanitarie, le difficoltà
organizzative e la mancanza di adeguate risorse e competenze hanno
finora prodotto risultati qualitativamente e quantitativamente modesti.
Anche in Italia, del tutto recentemente, si è avvertita l’esigenza
di organizzare, in maniera organica ed autonoma il carico lavorativo
derivante dall’assistenza dei cardiopatici congeniti adulti in specifiche
unità operative con personale selezionato, attento alle esigenze
di questa particolare popolazione, la cui rilevanza assistenziale
è in continua crescita.
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Perché
è necessaria una collaborazione "simbiotica"
tra specialisti che condividano esperienze tipiche della patologia
cardiovascolare pediatrica e dell'adulto per trattare le cardiopatie
congenite in età adulta (GUCH) in condizioni di eccellenza?
Esiste
oggi una popolazione "orfana" di cardiopatici adulti,
che proprio per la peculiarità della loro condizione oltre
che per la loro situazione anagrafica, trovano con difficoltà
risposte adeguate alle problematiche cliniche complesse che la
caratterizzano. Infatti, sia che la loro patologia sia già
stata trattata chirurgicamente in età infantile,
sia che essa giunga all' osservazione dello specialistica
durante la sua "storia naturale", essa richiede competenze
ed interventi terapeutici particolari, che presuppongono una cultura
ed un'esperienza specifiche difficilmente riscontrabili in centri
dedicati alla cura del cardiopatico adulto.
La necessità di una collaborazione "simbiotica"
tra specialisti che condividano esperienze tipiche della patologia
cardiovascolare pediatrica e dell'adulto è comprovata dai
risultati di uno studio statunitense che dimostra che la sopravvivenza
di pazienti con patologie congenite complesse trattate in età
adulta sia di cinque volte superiore nei centri di 3° livello
dotati di esperienza e competenza pediatrica, rispetto a quelli
che ne sono sprovvisti.
Perché
è nata la collaborazione tra Specialisti Cardiologi e Cardiochirurghi
Pediatri dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova e Specialisti
del Gruppo Villa Maria per trattare le cardiopatie congenite in
età adulta (GUCH) in condizioni di eccellenza?
Il Dipartimento Cardiovascolare dell' Istituto Scientifico Giannina
Gaslini di Genova ha iniziato la sua attività già
negli anni settanta, e rappresenta quindi in Italia una delle
realtà di eccellenza “storiche” per la diagnosi e il trattamento
delle cardiopatie congenite nell’infanzia,
Per questo motivo, presso il Gaslini, molti pazienti con cardiopatia
congenita sono giunti all’età adulta e, necessitando la
prosecuzione del follow-up e delle eventuali cure medico-chirurgiche,
si trovano a disagio in una realtà esclusivamente pediatrica
quale quella dell’Istituto Gaslini.
Allo scopo di superare queste problematiche strutturali ed organizzative
e assicurare nello stesso tempo la prosecuzione delle cure ai
pazienti con cardiopatia congenita giunti all’età adulta,
è stato sviluppato un accordo di collaborazione con l’Ospedale
Villa Azzurra di Rapallo (facente parte del Gruppo Villa Maria)
dedicato ai pazienti con cardiopatia congenita in età adolescenziale
e adulta. Tale programma è stato approvato dall'Assessorato
Regionale alla Sanità, che ne ha autorizzato l'implementazione
mediante un'apposita convenzione che regola i rapporti tra i due
Istituti.
Lo
sviluppo della “rete GUCH” quale peculiarità della collaborazione
con il Gruppo Villa Maria per trattare le cardiopatie congenite
in età adulta (GUCH) in condizioni di eccellenza
Come sopra analizzato nei dettagli, la peculiarità delle
esigenze dei pazienti con cardiopatia congenita in età
adulta (GUCH) rende necessario istituire una rete di specialisti
cardiologi e cardiochirurghi, medici di medicina generale e specialisti
di altre discipline che porti alla responsabilizzazione del paziente
nei riguardi della propria condizione clinica, dei bisogni sanitari
e della prognosi. Tale “rete assistenziale” è l’unico presidio
valido in grado di arginare le difficoltà incontrate da
questa popolazione.
La distribuzione capillare delle strutture del Gruppo Villa Maria
su tutto il territorio nazionale può rappresentare il presupposto
ideale per la creazione di una rete che consenta la
caratterizzazione clinica iniziale di pazienti adulti affetti
da cardiopatie congenite, ed il loro trattamento presso la Struttura
Villa Azzurra di Rapallo, qualora essi richiedano procedure terapeutiche
complesse.
Questo modello organizzativo può consentire l'ottimizzazione
dei percorsi e delle risorse strutturali, garantire volumi di
attività tali da mantenere elevati livelli di efficienza
ed efficacia e rappresentare un formidabile strumento
di ricerca per il miglioramento costante della qualità,
dell’efficacia ed efficienza nel trattamento dei pazienti con
cardiopatia congenita in età adulta (GUCH).
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